Professionisti dell’edilizia sollecitano una riforma del Testo Unico

Dopo l'introduzione del decreto "Salva casa", gli ingegneri evidenziano l'urgenza di aggiornare il Testo Unico per le costruzioni, ritenuto ormai obsoleto e fonte di complicazioni operative.

Il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Domenico Perrini, ha recentemente rinnovato l’appello per una riforma integrale del Testo Unico per le costruzioni (DPR 380/2001). Durante un convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Ancona, Perrini ha sottolineato come interventi legislativi frammentari, quali il decreto “Salva casa” e il “Salva Milano”, abbiano modificato il quadro normativo senza una visione d’insieme. Ha inoltre evidenziato l’obsolescenza di altre normative, come la legge urbanistica del 1942 e le norme tecniche sull’edilizia scolastica del 1975, concepite in contesti storici ormai superati.

La complessità nell’applicazione del decreto “Salva casa” ha messo in luce la necessità di un intervento strutturale non più procrastinabile. Irene Sassetti, tesoriera del Consiglio Nazionale, ha ricordato l’impegno della categoria nel contribuire a una riforma efficace, menzionando l’avvio di una consultazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) il 1° febbraio.

Nel frattempo, uffici comunali e professionisti continuano a confrontarsi con le complessità delle sanatorie previste dal “Salva casa”, nonostante le recenti linee guida del MIT. Il governatore della Regione Marche, Francesco Acquaroli, auspica che il decreto possa inaugurare una fase di pacificazione nel settore edilizio, integrandosi con iniziative regionali come la nuova legge urbanistica e la proroga del piano casa.

In sintesi, la comunità professionale degli ingegneri ritiene indispensabile una revisione organica del quadro normativo edilizio, al fine di renderlo più coerente con le esigenze attuali e superare le criticità derivanti da normative datate.

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